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Il SORRISO!
Ecco ciò che distingueva la Signora Anna Amendola.

Delusioni, tradimenti, certezze rubate, violenze, infanzie infangate, diritti calpestati.Solo chi svolge la professione di avvocato può capire sino in fondo quanto sia difficile esercitarla con il sorriso. Il tutto amplificato dal luogo ove tutto ciò avviene, la famiglia. Questa è la descrizione del campo ove quotidianamente l’avvocato Anna dispensava SORRISI… e non solo.

Fervida intelligenza, a sostegno di una cultura senza paletti alimentata dalla lettura in uno alla trincea, talmente immediata nel capire dove era la soluzione al caso concreto da lasciare attoniti, stupiti, ammirati nell’esercizio di un dono che per molti, anzi per i fortunati, arriva solo dopo ore ed ore di approfondimento.

Antesignana della nuova generazione forense femminile” , come volle ricordarla, tra l’altro, il consiglio dell’Ordine degli Avvocati nell’ultimo saluto accordatole, “un paladino per la difesa dei diritti dei minori, dei più deboli e dei più esposti”.

Il diritto di famiglia e quello minorile erano, per tutti gli addetti del Foro di Salerno, la SUA materia. Elargiva senza sosta consigli ai giovani colleghi ed a quelli meno giovani; era fonte inesauribile per i magistrati che da Ella apprendevano l’ultima evoluzione giurisprudenziale in materia.

Per capire a fondo chi fosse la Donna Anna Amendola, bisognava aver avuto la fortuna di partecipare ai Suoi incontri con i clienti. Era lì, era in quel momento, che il SORRISO diventava irresistibile e terapeutico. Asciugava le lacrime, alimentava fiducia e poi speranza, in ultimo addirittura contagiava. Lo sventurato trovava in quel SORRISO la certezza che i suoi diritti non sarebbero stati calpestati da nessuno. Quei diritti che solo Ella, con la grazia ed il modo di una farfalla, era capace di tutelare dinanzi alla giustizia degli uomini con la tenacia di un rinoceronte.

Mai un centimetro indietro, mai un fare arrogante. Ricovero per tutti, soprattutto per i meno abbienti. Mai interessata all’aspetto economico della professione perché vissuta come missione. Sì, missione!

Mentore inesauribile di civiltà e deontologia non solo forense; mai rigida docente ma paziente modellatrice, per generazioni, di giovani avvocati salernitani. Sempre in prima linea a lottare per una società più equa dove, davvero, vi fossero “pari opportunità” per tutti. Oggi si abusa di termini che pronunciati quaranta anni fa suonavano come una dichiarazione di sfida lanciata da Davide a Golia; un Davide che nella fionda insieme alla forza dirompente delle idee scagliava sempre un SORRISO.

Un SORRISO che spiazzava gli obsoleti e confondeva i reazionari.

Fortemente ancorata ad una fede granitica, non gretta, anzi, estremamente aperta e critica. Una fede intelligente, come non poteva essere altrimenti, che le faceva vivere la toga scandendone i movimenti e le parole e che di certo era la fonte, anche nei momenti più bui, di quel miracolo che sulle Sue labbra diventava SORRISO.